“….Questo non è il Vietnam, è il bowling: ci sono delle regole". Il Grande Lebowski!.
E’ l’anno zero di molte cose. Delle Borse, della Presidenza Bush, di un capitalismo stanco e pretenzioso, di una sinistra inesistente e soprattutto di molte cose più vicine a noi. Di una politica stanca, di un sindacalismo finalmente nudo davanti alla gente e di gente che non ne può più di farsi prendere per quello che noi definiamo “….bottom”. Ho visto, in questi giorni a Chicago, tutto e il contrario di tutto gli impiegati della “Lehman and Brothers” impacchettare le loro matite e appunti e penne e abbandonare il loro posto di lavoro. Ho vomitato incazzatura e nervoso vedendo alla CNN gli stewards, piloti e hostess dell’Alitalia essere felici per il quasi fallimento dell’Alitalia. In che mondo viviamo? Cosa sta succedendo? Il grande Lebowski asseriva di “…rispettare un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente, diciamo, flessibile” ; devo sforzarmi per non dargli pienamente ragione e immergermi in una vasca di Jack Daniels. Ma occorre andare avanti. E il mio basket? Mamma mia che momento. Tutto a rotoli. A puttane! Con tutto il rispetto per le più grandi benefattrici dell’umanità. Finalmente il padre di tutti gli incapaci Fausto Maifredi ha tolto il disturbo. E non sarebbe male se, il suo degno compagno di merende e attuale presidente del CONI , Giovanni Petrucci, lo seguisse. Il sogno di una Federazione Italiana Pallacanestro finalmente vicina alle Società, con regole vere, uguali per tutti è utopia ? E’ possibile sperarlo? Non lo so. Chiedetelo a Mario Maldini che forse ne capisce più di me. Io vedo solo buio oltre la siepe. Pessimista? Si perennemente. Come chi, nella mia città, Chicago, deve andare in Michigan Avenue senza carta di credito. Non vedo nessuna possibilità se non quella di polverizzare l’attuale sistema. Una speranza? Forse, un nome: Dino Meneghin. Solo in un modo il monumento di Alano di Piave deve affrontare la situazione: “….tagliare fuori duro, stoppare, raccattare palloni dalla spazzatura e bloccare alla grande come nella famosa “elle” con Mike D’Antoni”. E’ l’unica speranza. Ma attenzione SuperDino. La politica fa schifo, e soprattutto riconosce chi può farle veramente male. Bruciare una candidatura forte è il modo migliore per difendere la propria poltrona e la possibilità di “commissariare” Dino Meneghin è allettante e, Petrucci, è tutto fuorchè scemo.