Bologna, 14 maggio 2010 – A volte in meno di 20” si può racchiudere l’essenza di un’intera annata e l’Artusiana mette in scena tutto l’autolesionismo che l’ha accompagnata per l’intera a stagione, condannandola a questo sofferto epilogo di campionato. Per ben 2 volte gli Stars si ritrovano su un piatto d’argento offerto gentilmente dagli avversari la possibilità di impattare un match che per loro è sembrato chiuso almeno 3 o 4 volte. La posta in palio è ovviamente altissima, di fatto uno spareggio senza appello che condanna la perdente ad una sicura retrocessione in serie D e per una ventina di minuti il clima del match evidenzia la plausibile tensione che accompagna questo tipo di partite con blandi tentativi di fuga. Ci provano dapprima i padroni di casa con Mazza che ne mette 9 quasi tutte d’un fiato propiziando l’11-4 del 5°, prontamente rintuzzato dall’Abf in prossimità della prima sirena che sull’abbrivio prova a rilanciare e dopo una decina di minuti il vantaggio diventa esterno (18-24), ma il tentativo di fuga subisce analoga sorte a quello dei bolognesi e si va al riposo lungo praticamente in parità. Dopo avere ciccato un paio di partenze Forlimpopoli indovina quella del 3° periodo, con Spagnoli che sigilla con 2 bombe quello che pare il break risolutivo: al 26° sul 28-45 la situazione della giovane compagine di casa sembra irrimediabilmente compromessa in quanto oltre alla buona prova di ‘Spain’ anche gli altri due uomini d’esperienza a disposizione di coach Santarelli Vandelli e Montanari sono, come si suol dire, ‘sul pezzo’ ed al penultimo ‘round’ la situazione è ancora ampiamente sotto il controllo delle truppe romagnole. Senza quasi neppure farsene accorgere le ‘stelline’ in 5 minuti abbattono la barriera psicologica dello svantaggio a doppia cifra mentre sull’altro fronte l’appropinquarsi del traguardo comincia ad indurire le gambe. In men che non si dica la frittata è bella e fatta: Tinti mette nel mirino la ruota avversaria mentre Regazzi tira il volatone ed esattamente ad 1’51” dal termine si ricomincia dal 60-60. L’Artusiana da qui in avanti trova solo liberi e per sua fortuna ritrovando la giusta freddezza. Monti e Vandelli rimettono un paio di possessi di distanza (60-64) ma ci pensa un tripla di Tinti a riaccendere l’entusiasmo prima che la gita di Spagnoli in lunetta rimetta la questione sul + 3 esterno (63-66) con meno di 20” da giocare. Il fallo richiesto da Santarelli per i 2 liberi è però tardivo e la smanacciata arriva quando Tapia sta provando una mezza preghiera oltre i 6,25, che però frutta solo un 2/3 costringendo al fallo su Monti che riporta il divario a 3 punti (65-68) con meno di 5” sul tabellone. Stessa storia di prima, anzi forse è ancora più grottesco il goffo intervento che con 5 decimi da giocare blocca la preghierona da metà campo ancora di Tapia che replica con un deficitario 2 su 3 che condanna i suoi. L’Artusiana ringrazia la ‘Dea Eupalla’ del basket e si prepara alla lunga serie contro i Giardini Margherita, partendo dall’ultima giornata della Poule Retrocessione che deciderà quale delle due compagini potrà usufruire dell’eventuale bella in casa nello spareggio che decreterà la terza retrocessione.