Massalombarda (RA), 7 marzo 2010 - Brusco ritorno al passato per l’Artusiana dopo l’incoraggiante prova nel derby con il Gaetano Scirea si rientra nella ‘normalità’ nella sfida contro Massalombarda. Grandi motivazioni per i ravennati con il traguardo play-off / salvezza a portata di mano non si fanno tanti scrupoli e dopo un paio di minuti cominciano a sferrare sganassoni ai malcapitati avversari che si sciolgono come neve di marzo in men che non si dica. Un antisportivo di Spagnoli, un paio di palle di perse, qualche taglio back-door che taglia a fette la morbida difesa di Forlimpopoli ed il primo break è servito sul 10-1 del 3° con Barbagelata e Mastrilli attori protagonisti. Le ‘furie rosse’ ci prendono gusto e non trovando praticamente reali ostacoli prendono rapidamente il largo con la casellina del massimo vantaggio in continuo aggiornamento sino al + 23 del 12° sul 38-15, impreziosito anche da un paio di schiacciate in contropiede di Martinelli. Per limitare almeno le perdite Santarelli si affida al blocco della panchina visto che i suoi senatori oltre ad avere la mira storta appaiono anche piuttosto svogliati sul fronte difensivo. Se l’obbiettivo era quello di non beccare 120 punti, dopo i 31 subiti nei primi 10 minuti, possiamo dire che la mossa funziona a discapito di uno spettacolo che si fa via via più noioso. Qualche sbadiglio comincia anche a fare capolino sui seggiolini di Via della Fornace ma a risvegliare il pubblico ci pensano due pesi massimi come Bersani e Martinelli che si scambiano qualche parere a distanza ravvicinata con l’arbitro Rinaldi che molto ‘pilatescamente’ affibbia un inusuale ‘doppio tecnico’. L’Artusiana sbaglia l’impossibile ma gli uomini di Bettazzi non sono da meno perlomeno sino a quando i ‘blues’ non calano completamente le braghe, lasciando scappare gli avversari che banchettano in allegria con il capocuoco Dall’Osso che spinge Massa a toccare al 38° il + 31 sull’85-54. A questo punto inevitabilmente subentra quel pizzico di rilassatezza con Trinidad che ne indovina un paio togliendosi la soddisfazione dell’high della sua breve carriera che serve ad evitare alla squadra della sua città adottiva un passivo quasi da record.