Virtus Imola Dal Pozzo, Romboli 12, Drei 18, Noferini 14, Savio 5, Di Placido 7, Righini 7, Bertolazzi 1, Guglielmo 12, Baldazzi 2 All. Marchi
Arbitri: De Marchi di Vigarano M. – Resca di Cento
Parziali: 9/14 8/24 15/25 26/15
Se si potesse, lo giuro, sarebbe meglio chiedere (e non è detto che accettino) di far giocare la seconda squadra forlimpopolese. Almeno gli Oversize di Gabriele Ceccaroni avrebbero dalla loro la dignità che, sinceramente, è una dote che non abita da tempo più al Palapicci. Il basket è un altro sport e non è certo quella cosa informe e maleodorante che i blues propinano da troppo tempo a questa parte. L’educazione e qualcosa d’altro impediscono allo sconcertato cronista di andare oltre con le parole. Tutto il resto è noia, scontata noia che non si riesce neppure più a descrivere. Le scuse sono dovute a chi, malauguratamente, ha avuto la malsana idea di portare il proprio figlio alla partita. La gara non è esistita tutto troppo scontato, facile per Marchi and company che non speravano e non credevano di passare un pomeriggio più rilassante di una domenica alle terme.
I parziali e i tabellini dicono tutto e non troviamo altro da aggiungere. Il garbage time praticamene è durato 35 minuti con gloria per tutti gli ospiti escluso Dal Pozzo che, quasi subito, è out per un infortunio. I padroni di casa non sono neppure scesi in campo e il buio è totale in una stagione da cancellare completamente e probabilmente anche la salvezza non riuscirà a cancellare tutto quello di negativo che stanno facendo. La sofferenza continua. Alè.