Arbitri: Bianchi di Rimini – Pellegrineschi di Sala Bolognesi Parziali: 15/16 17/13 15/18 19/16
Come “L’uomo in frack” di Domenco Modugno l’Artusiana dice un doppio “Adieu” alle ultimissime residue speranze di non affondare nel fango della poule retrocessione e lascia in riva al Conca due punti che, malgrado tutto, non avrebbe neppure demeritato di portare a casa. Orfana di Spagnoli che con la schiena a pezzi prova a giocare ma, purtroppo, non riesce neppure a portare quel mattoncino che, probabilmente avrebbe fatto pendere la bilancia dalla parte di una Santarelli Band sempre più in balia degli eventi. Insomma fino all’ultimo in tribuna ci si era illusi malgrado il camion di palle perse e le deficitarie scelte offensive dettate più da disperate scelte personali che da veri ed effettivi giochi organizzati. Nebbia, gelo e intemperie. Insomma una gara che i padroni di casa hanno innumerevoli volte messo a disposizione di Monti e compagni ma il “killer instinct” è una dote che non abita più a Forlimpopoli. E pensare che gli ospiti hanno praticamente fatto la gara per 37 minuti senza eccellere, si intenda, ma almeno lottando e ringhiando hanno provato, in parte con successo, a mettere la museruola a Tarquinio e compagni che comunque non hanno mai mollato. Con il solo Carera come pivot di ruolo ( che malgrado i 47 anni suonati ha il merito di diventare con i suoi 207 cm una sorta di muro invalicabile) e con Pistocchi da ala gli uomini di Bacchilega sparacchiano per quasi tutta la gara e si perdono contro le difese di Santarelli. Forlimpopoli ha il solito cuore di Bersani e con Pregnalato e Monti prova e riesce a lungo a tenere in scacco Morciano. Quando alla fine del quarto decisivo Forlimpopoli è a 2 minuti dal traguardo un minibottino di 3 punti e palla in mano, prova a crederci ma i polsi tremano ma non trema Poli che con due bombe consecutive schianta la zona di Santarelli. Con Morciano sopra di tre a 9 secondi dal termine prima Spagnoli poi Gollinucci sbagliano la preghiera per l’overtime. Tutti a casa con le solite pive nel sacco. Adesso veramente bisogna solo pregare.