E alla fine spareggio salvezza fu! Obbiettivamente all’inizio della Poule Retrocessione sembrava un traguardo quasi irraggiungibile, tanto più che pronti-via era arrivata la quarta sconfitta stagionale contro Ozzano mentre le nostre dirette concorrenti conquistavano punti preziosi. Addirittura si potrà contare sull’eventuale bella tra le mura amiche per arrivare a quella salvezza che ad un certo punto della stagione non si nominava neppure più per non apparire patetici più di quello che già si era, sperando solo di non sbroccare completamente. Per rivedere il film della stagione ho riletto i titoli dei miei precedenti editoriali ed ho notato, che dopo qualche tentativo di spronare una truppa sempre più arrendevole, ho cominciato a pormi parecchie domande, quasi incredulo su quello che stava accadendo ad una formazione sicuramente non competitiva per le primi posizioni ma neppure talmente scarsa da fare la figura del sacco delle botte! Ad un certo punto qualcosa è girato, la vittoria contro Imola ha risvegliato quella piacevole sensazione di sopravanzare l’avversario, di metterlo sotto. A parte la bestia nera Ozzano, una ininterrotta striscia vincente che dovrà durare più o meno sino alla fine per centrare quell’obbiettivo minimo che rappresenta il nostro piccolo scudetto. Una sorta di espiazione per le brutture viste per buona parte della stagione ci ha condannato poi a vincerle tutte, perdipiù quelle decisive sul campo delle dirette concorrenti. Aspettavamo di avere le spalle al muro? Oppure siamo stati agevolati dalla debolezza delle formazioni del girone A? Ad inizio stagione il raggruppamento emiliano veniva pronosticato mediamente più forte, controprove vere e proprie è difficile trovarle, sta di fatto che i numeri dell’Artusiana sono nettamente migliorati sia in attacco che in difesa dove tra l’altro il cambiamento e l’aumento dell’intensità sono apparsi visibili rispetto a qualche mese fa. Senza voler entrare troppo nel merito della questione alla ricerca di improbabili risposte e ribadendo che le responsabilità sono da dividere equamente tra dirigenti, squadra e staff tecnico, raggiungere la salvezza sul campo oltre che mantenere indenne la ‘storia’ dell’ABF da una macchia comunque indelebile rappresenterebbe un premio ed una rivincita per una squadra messa (giustamente) in discussione nella sua interezza, ma anche in maniera fastidiosa nei singoli componenti. Dirigenti incompetenti e squattrinati, giocatori finiti o imbranati, tecnici senza idee e senza polso e così via, per poi passare alla sana ironia che ha fornito (sempre giustamente) molteplici spunti. Non ci siamo fatti mancare nulla ma alla fine abbiamo tirato dritto per la nostra strada senza farci prendere dalla frenesia di cambiare e ricambiare, nella nostra ‘inettitudine’ abbiamo dimostrato grande coerenza e se fra una decina di giorni la fortuna ci avrà arriso…beh, allora un sorrisino ironico potrà sfuggire anche a noi!