Siamo giunti alla stretta finale del campionato, un paio di partite e la stagione regolare terminerà per quel che ci riguarda con la trasferta di San Marino dopodiché le due partite del cosiddetto ‘orologio’, fuori casa contro chi ci precede in classifica mentre tra le mura amiche incroceremo chi ci segue, nel caso specifico non essendoci chiaramente nessuno alle nostre spalle si sfiderà la prima classificata. Considerando che domenica arriva Medicina in piena bagarre per la prima posizione obbiettivamente le speranze di aggiungere almeno un paio di punti alla nostra asfittica classifica sono pressoché nulle. La presa d’atto di una situazione oramai senza speranza anche da parte di un irrimediabile ottimista come il sottoscritto nasce dal fatto che in questi frangenti incrociare formazioni motivate comunque da obbiettivi di salvezza o di prime posizioni è quanto di peggio possa capitare visto che in entrambi i casi trattasi di squadre con il coltello tra i denti e gli ultimi risultati, specialmente delle ‘pericolanti, sono lì dimostrarlo. Noi no, non facciamo parte di questa categoria, la rassegnazione ha oramai preso il sopravvento, una piccola reazione contro il Gaetano Scirea per poi ripiombare nel buio assoluto contro Massalombarda. Quel che rode è anche il fatto che comunque per il momento nel girone regna un grande equilibrio e perlomeno lottando un po’ ci si sarebbe sicuramente divertiti, almeno assistendo a qualche partita tirata, emozionante, non dico a tutti i costi vincere ma almeno provare a giocarsela. Invece a dirla in maniera molto franca spesso non si vede l’ora che arrivi il 40°, insomma prevale il sentimento che si prova nei confronti degli animali feriti o ammalati: meglio abbatterli che farli soffrire inutilmente. Posso immaginare che più o meno la stessa cosa capiti ai giocatori, per non parlare dei tecnici a cui comunque è delegato il comando di una nave che malgrado i loro sforzi va sempre più alla deriva. Sarebbe forse ora di mettere da parte quelle incomprensioni che inevitabilmente scaturiscono da situazioni del genere, e per questo confido molto nell’intelligenza di persone che forse non fanno più canestro ma sicuramente non sono stupide, così come non lo siamo noi che li vediamo giocare. A cosa possiamo attaccarci ? Qualche sorpresa nell’uovo di Pasqua? Basterà voltare pagina e resettare l’hard disk per giocarci una seconda fase in cui mettere da parte le scorie di un ‘annus terribilis’ che pare stia cancellando in maniera alquanto ingenerosa quanto di buono fatto sin qui dall’Artusiana, intesa come coacervo di giocatori, tecnici, pubblico, dirigenti? Vedremo. Peggio di così è obbiettivamente difficile fare, resta solo non scendere direttamente in campo, anzi, forse ogni tanto succede già anche questo...