Niente di nuovo nell’orizzonte artusiano, anzi ci si sta pericolosamente assuefacendo a questo stato di perenne sbandamento che ci accompagna da qualche mese con l’unica eccezione della vittoria contro San Marino. Oramai non si fa caso più neppure alle prese in giro che ci piovono addosso da giornali, tv, siti web, ecc. per non parlare delle chiacchere che inevitabilmente prolificano nell’ambiente, ma forse in questo caso dopo il dileggio siamo già nella fase della compassione. Insomma pare che nulla e nessuno riesca a tirarci fuori un minimo di orgoglio che qualsiasi essere vivente dopo un’ innumerevole serie di batoste almeno istintivamente prova ad esternare. Si dice che i ‘vincenti’ solitamente sono talmente ossessionati dal primeggiare sugli avversari che non siano disposti neppure a perdere il marafone, mentre per noi al contrario la sconfitta è oramai un’ ineluttabile normalità. Siamo scarsi, tutti gli altri sono più forti di noi. In difesa le gambe non ci permettono di tenere nessuno e puntualmente veniamo battuti. In attacco tutti ci sovrastano ed ogni volta è un impresa anche solo inquadrare il canestro, metterla poi non ne parliamo. Ma veramente è così? Siamo proprio un’accozzaglia di dirigenti rimbecilliti che ha messo un paio di tecnici incapaci alla guida di 10 brocchi? A breve lo sapremo, nel frattempo personalmente sono anche un po’ ‘de coccio’ e riprovo per l’ennesima volta, forse anche un po’ pateticamente, a cercare una chiave di svolta. Neppure un derby ‘storico’ come quello contro il Gaetano Scirea riuscirà a rimettere in circolo qualche millilitro di adrenalina? E’ ancora vivo nella mia mente il ricordo del gesto di ‘pietà’ con cui all’andata la formazione di Serra non volle ‘stra’umiliarci, epilogo che a memoria non ricordo in nessuna delle innumerevoli sfide contro la formazione di Alderigo Silimbani, staremo a vedere. E dire che comunque gli obbiettivi sono ancora lì, a portata di mano, certamente diversi da quelli prefissati, ma neppure troppo, sicuramente da reinventarsi con un bagno di umiltà, ognuno conscio dei propri attuali limiti. L’asticella era fissata alla salvezza nella prima fase, ritenendo ai tempi improponibile ed alquanto improbabile la possibilità di non concludere nelle prime 8... Alla fine sicuramente non ci schioderemo neppure dall’ultimo posto ma qualche puntarello lo dobbiamo raggranellare per forza. La formula della ‘Poule Retrocessione’ a cui accederanno le ultime 3 del nostre girone e le 4 peggiori del girone emiliano è quest’anno malefica: si riparte con i punti effettivamente conquistati nella prima fase e si gioca contro tutti con gare di sola andata, per cui ogni vittoria da qui in avanti vale oro. Non basterà sfoderare qualche partitone nella seconda fase, potrebbe non bastare, la salvezza si comincia a conquistare ora. Nel girone ‘A’ Molino Idice ha 6 punti come noi mentre gli Stars ne hanno 8, le ultime due retrocedono dirette mentre arrivare terz’ultimi alla fine della seconda fase permetterebbe comunque la disputa di un play-out al meglio delle 3 gare con in palio la salvezza o comunque nel caso di retrocessione la possibilità di essere la prima delle ripescate. Non resta che inventarsi qualche motivazione: il derby con lo Scirea, la sfida contro i rivali di sempre di Massalombarda, lo scontro impari con l’attuale capolista Medicina, la trasferta di San Marino, l’orologio contro la penultima... fate voi, ma fate in fretta!