No, non sono diventato improvvisamente pessimista, abbandonando quel sano ottimismo imposto sia dal mio ruolo istituzionale, che ‘contrattualmente’ mi fa vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, sia per la convinzione di fondo che lo sport vissuto a questi livelli deve sempre rimanere una fonte di svago e di divertimento, considerando che nella vita i problemi seri sono ben altri come la cronaca degli ultimi giorni ci ha tragicamente ricordato. Quindi? Che significato ha un titolo per così dire un po’ allarmistico? Beh, prima di tutto ottimista va bene, ma stupido però no. E’ innegabile che il trittico di partite appena perso ha terribilmente complicato la corsa ai primi quattro posti, anche se, calendario alla mano, la corsa su Lugo e Scirea ancora non è del tutto persa, l’importante è ricominciare a vincere da subito. Diversamente sarà giocoforza necessario cominciare a guardare cosa succede alle nostre spalle. Non tanto per paura di scivolare in una delle ultime quattro posizioni, eventualità non impossibile ma statisticamente meno probabile rispetto a quella di entrare nelle prime quattro, quanto per vedere se un cambio di punta di vista, da leone a gazzella, possa essere la chiave giusta per invertire quel blocco, a mio parere soprattutto psicologico, che nelle partite importanti non ci permette di esprimere, o perlomeno di esprimerlo sino in fondo, tutto il nostro potenziale. E’ vero, arrotolando il nastro sembra che le ‘matte’ gli altri le peschino sempre contro di noi, ma un ragionamento razionale non può che portare alla conclusione che se alla sfortuna ci dai anche una mano sicuramente si prende tutto il braccio. Tanto per fare un esempio, quello più recente che mi viene in mente, ad Imola a 6 minuti dal termine sul 58-52 a nostro favore (6 punti che in una partita dal punteggio così basso sono un grande vantaggio) abbiamo sprecato una clamorosa occasione per andare sul + 8, minando anche psicologicamente le certezze degli avversari che invece sul rovesciamento di fronte hanno messo la bomba che li ha portati sul – 3, rientrando nuovamente e pienamente in partita. Oltretutto da lì alla fine dei 40 regolamentari siamo stati capaci di trovare un solo canestro, black-out che si ripete spesso. Ora è vero che alla fine Scala per vincere la partita ha messo una bomba dalla sua metà campo, ma se avessimo approfittato della situazione quando il vento spirava a nostro favore non ci sarebbero stati ne supplementari, ne sconfitta e, di fatto, neppure l’infortunio a Teodorani. Questa chiaramente è un’ altra tegola, visto che per Luca la stagione è praticamente finita, che metterà di fronte alla proprie responsabilità la nostra nutrita pattuglia di giovani di belle speranze su cui quest’anno si è decisamente puntato. L’abbondante minutaggio di Teodorani verrà distribuito soprattutto fra di loro ed a questo punto chi ha le carte in regola per emergere dovrà dimostrarlo sul campo, esibendo la propria personalità e non subendo eccessivamente quella di giocatori più anziani. Come il ragazzo che prima o poi si impone o perlomeno non abbassa la testa nei confronti del genitore anche nello sport prima o poi, e con i fatti, se si vale bisogna dimostrarlo senza piagnucolare ma, all’occorrenza, mostrando anche i denti!