Spesso nello sport, ma anche nella vita, si passa troppo facilmente, e sostanzialmente senza effettive ed oggettive motivazioni, da stati di depressione a momenti di sfrenata euforia. In entrambi i casi, ragionandoci a freddo, non si riesce bene a capire per quale ragione si fosse effettivamente preoccupati od euforici, o perlomeno le risposte appaiono non commisurate all’effettiva realtà. Normalmente in tali frangenti si è portati ad avere comportamenti che spesso peggiorano la situazione: si finisce per deprimersi ancor di più o, nel caso opposto, trasportati dalle ali dell’entusiasmo si beccano sonore batoste che riportano con i piedi per terra. Chi si sente forte ed è conscio delle proprie potenzialità, oltre che dei propri limiti, non deve certo temere qualche imprevisto così come non deve neppure esaltarsi troppo se qualcosa magari gira meglio del preventivato. La premessa non può che portare a parlare dell’Artusiana, che dopo un bell’inizio e due sconfitte preventivate, che comunque ci hanno visto uscire dal campo a testa alta, ha perso sicuramente una partita abbordabile con Imola, che per la cronaca sette giorni dopo è stata sonoramente bastonata ad Ozzano (!), mentre noi abbiamo vinto il derby con la Scirea in maniera sicura e senza eccessivi patemi. Le scorie della sconfitta con Imola si sono fatte però sentire e i primi minuti al Villa Romiti sono stati tutt’altro che semplici . Una prolungata rottura poteva compromettere anche una partita che, stante le assenze in casa bianconera, aveva visto il pronostico ribaltarsi a nostro favore. Questo è l’errore in cui non dobbiamo cadere, allo stesso modo non dobbiamo pensare di essere invincibili se si vincono tre partite a fila. Mai come in questa stagione l’ABF ha costruito una squadra con un intento ben preciso ed un obbiettivo commisurato e realistico, non semplice da raggiungere ma sicuramente neppure impossibile. Se il trend attualmente accennato verrà confermato, tre dei primi quattro posti del nostro girone (utili per accedere ai play-off) sembrano già prenotati da altri e quindi ci sarà da lottare partita dopo partita sino alla fine, formattando di volta in volta quella precedente senza dimenticare che nelle vittorie come nelle sconfitte la differenza canestri potrebbe rivelarsi fondamentale. La crescita di un gruppo futuribile tante volte auspicata sembra ben impostata con i giovani, che, pur con l’inevitabile discontinuità, sono comunque presenti e quasi sempre protagonisti nei momenti decisivi degli incontri. Il nucleo ereditato dalle passate stagioni sappiamo bene il contributo che può dare ed il fatto che sino ad ora, per un motivo o per l’altro, il loro apporto non è stato così preponderante come in altre circostanze è da valutare in maniera positiva immaginando ciò che può potenzialmente esprimere quello che attualmente è il miglior attacco del girone, unitamente alla crescita dei nostri Under i quali realisticamente devono comunque adattarsi ad un ruolo da protagonista sino ad ora mai effettivamente ricoperto. Insomma a mio parere il nemico principale da battere è dentro di noi. Noi inteso globalmente come ambiente, squadra, dirigenti, tifosi. Le sconfitte vanno analizzate, ci mancherebbe, ma solo con l’intento di non ripetere eventuali errori e non vissute con l’ansia di qualcosa di irrimediabile. D’altronde quando in estate si sono fatte determinate scelte anche questo era stato ampiamente previsto.