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RICOMINCIO DA TRE

 
 

Se è vero che le strisce vincenti sono fatte per essere interrotte la partita con la Secchia Rapita sembrava essere messa lì proprio per fermare la marcia dell’Artusiana in maniera quasi naturale ed indolore. Prima o poi doveva succedere, anche perché tutto sommato i primi ad essere piacevolmente sorpresi di questo exploit eravamo forse proprio noi, intesi come dirigenti, allenatori e giocatori, consapevoli che tra infortuni e defezioni le potenzialità della squadra non erano certamente quelle previste ad inizio stagione. Poi è andata come tutti sappiamo, con i brutti anatroccoli trasformati in cigni, il mattone portato da tutti, il gruppo che dopo i dolorosi distacchi estivi si è ricomposto, ecc. Sulla partita in casa della capolista le considerazioni da fare sono fondamentalmente due. I bolognesi sono sicuramente un’ottima formazione ben allenata, ma non appaiono imbattibili e sia all’andata che al ritorno la sensazione che con una maggiore convinzione ce la si potesse fare mi è rimasta in entrambe le occasioni. Forse l’Artusiana che preferisce il fioretto alla clava soffre oltremodo l’indubbia fisicità avversaria ed avrebbe bisogno di un metro arbitrale più rigido, ma qui siamo già alla seconda considerazione. Era da tempo che non sentivo da parte di tutto il “gruppo vacanze Piemonte” (quello che sale sul pullman formato da giocatori, dirigenti parenti ed amici) una così accesa contestazione nei confronti di una coppia arbitrale. E’ vero che sicuramente saremo di parte, è vero che perdere brucia a tutti come è altresì vero che il livello medio di conoscenza delle regole non sia sicuramente eccelso, ma i due ragazzotti mandati ad arbitrare il match clou di giornata tra la prima e la seconda avrebbero potuto far parte tranquillamente dell’allegra combriccola artusiana quanto a preparazione specifica. Dei due, uno con una qualche esperienza ma a quanto risulta non eccelsa, l’altro presumo esordiente in C2 che solo a vederlo nel prepartita faceva tenerezza tanto fosse malcelato il suo timore di dover scendere di lì a poco in una arena di leoni pronti a sbranarsi. L’ovvio risultato è stata una conduzione iniziale praticamente inesistente ed un perdurante stato confusionale che ha prodotto errori e compensazioni come sempre irritanti, conditi da evidenti errori tecnici e cattiva gestione psicologica, con l’unico tecnico (dei tanti che sarebbero dovuti esser comminati di qua e di la) al giocatore più martoriato del campionato: Fabio Spagnoli. I motivi della sconfitta non sono certamente da ricercare solo nell’arbitraggio, ma resta il dubbio di come sarebbe potuta andare con un po’ di fischi che nelle prime battute avessero permesso ai nostri giocatori più tecnici di poter esprimere il loro effettivo potenziale. Forse non sarebbe cambiato nulla ed a maggior ragione avremmo riconosciuto tutti i meriti a coach Lolli che aveva preparato la partita ottimamente mentre avremmo criticato serenamente le nostre scelte di tiro spesso discutibili e carenti in termini realizzativi. Resta il fatto, ed è questo il nostro vero rammarico, che se come logica impone questa è fra le migliori coppie arbitrali che la C2 emiliano-romagnola può al momento esprimere siamo messi maluccio. Speriamo che l’esperienza possa servire in vista di play-off e play-out e guardiamo avanti. Le mie ultime considerazioni erano state fatte alla vigilia di un trittico di partite decisive, in un momento in cui le forze in campo non si erano ancora completamente delineate ed infatti alla luce dei risultati conseguiti, il positivo approccio è stato poi decisivo per lanciare Forlimpopoli nelle zone alte della classifica. Ora la storia si ripete e come dichiarato da coach Abbondanza più che la partita con la Secchia Rapita saranno i prossimi tre appuntamenti ad essere di fondamentale importanza per definire l’allineamento della griglia play-off che, a parte l’ovvietà del fatto che poi le partite sono comunque da vincere, potrebbe risultare decisivo. Sfumata la chimera della prima posizione l’obbiettivo è chiaramente il secondo posto che passerà per la gara interna con quegli Stars che all’andata riuscirono a farci toccare il livello più basso dell’attuale stagione, la trasferta in casa dei Cinghioss che oramai è una classica sempre piena di insidie ed infine lo scontro diretto casalingo con Medicina, che si gigioneggia dietro le distaccate dichiarazioni del suo coach Millina continuando però a tenersi ben stretta la sua posizione. Direi che si può ricominciare da qui.

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