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CIACK SI GIRA!

Tanto tempo fa in una sperduta palestra della periferia sud di Forlì (Fernanda Viroli – Via Baldraccani – Ronco…al di qua!), arrivò un “uomo” che affermava di voler rimettersi in gioco come allenatore, dopo anni di sosta e dopo essere diventato un mezzo eroe ad Argenta, dove presa in mano una squadretta di promozione arrivò alla serie “B”, venendo osannato da un paese intero, che tutte le domeniche era stipato nell’angusto palazzetto del luogo. Molti rimanevano fuori…peccato che a quei tempi non erano ancora stati inventati i “mega schermi”, altrimenti sai la piazza come si sarebbe riempita.
Poi come tutte le cose che devono rimanere indimenticabili, questi anni di giubileo sportivo finirono, e “l’uomo” tornò felice tra le mura domestiche, godendosi finalmente la sua famiglia e “sfinendo” il suo mitico Camper “Fiat 238” in allucinanti tours in Italia ed Europa.
Ma tornò, e tornò appunto al Ronco, in quella palestra che sarebbe diventata in poco tempo, il covo della banda più spregiudicata, pazza, irriverente e fantastica del basket minore Romagnolo di quell’epoca (parliamo di almeno 15/16 anni fa!). Gli Irriducibili Del Basket erano pronti, volevano esalare gli ultimi respiri di pallacanestro attorno a questo “uomo” che da buon Romagnolo per oltre tre anni, come si dice qui da noi, “fece cantare gli scartini”! Scartini che lui fece diventare carte da “cricca”…quelle che prendono sempre!
La trattativa per il suo ingaggio si sviluppò nella maniera che segue,  riportata fedelmente compresa la reale durata::
-          Allora quanto c’è per me? –
-          …Ma veramente noi qui non paghiamo nessuno… -
-          Bene allora non voglio un c…o nemmeno io!
E da qui noi dirigenti (eravamo in 3, si risparmiava anche li!), capimmo che la “pazzia” dell’uomo, poteva portare a situazioni davvero incontrollabili…ma non sapevamo quali (poi le scoprimmo)!
…”SE VUOI PUOI!”, il primo motto coniato da tutto il gruppo, racchiudeva in se già tutto il concetto dell’avventura che avremmo vissuto di li a poco. In quella squadra, di gente che “poteva”, non ne esisteva nemmeno l’ombra! Ma quelli che invece “volevano” erano la totalità assoluta. Il primo anno il “SE VUOI PUOI!”  fu urlato con fragore su tutti i campi e fino alla semifinale dei Playoff! Si proprio così, l’anno che come obiettivo indicato doveva vederci ottenere una stentata salvezza, ci vide quasi trionfare. Fu un anno di vittorie impossibili, ad ogni partita “l’uomo” studiava qualche cosa per stupire i suoi, lo spogliatoio era diventata una tana dove il “leone” preparava i leoncini e poi li mandava fuori ad azzannare le prede. Regalava libri prima delle partite che parlavano di aquilotti che volevano spiccare il volo troppo presto e poi cadevano, oppure tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo rifaceva l’appello (Riccione primo tempo meno 18; spogliatoi con i documenti di riconoscimento in mano, a chiamare uno per uno i suoi giocatori che dovevano rispondere presente!…secondo tempo finale più 16!).
Il secondo anno l’apoteosi, una cavalcata esaltante fino al memorabile trittico con Cattolica, corredato da una storica zuffa nella finalissima tra “l’uomo”…e Signora da una parte e l’allenatore di Cattolica dall’altro! In campo dopo la fine il tripudio con magliette stampate per l’occasione, e srotolamento di striscione con la scritta “I gufi a casa” confezionato dal nostro 4 titolare…Riccardo Girardi!
2007, tanto è cambiato nel basket Romagnolo, ci hanno portato via la serie “A” nel modo che tutti sappiamo, fare pallacanestro è diventato più difficile, allestire squadre è una tortura e non un piacere, ci vogliono risorse, tanta pazienza e tanta tanta passione.
E in tutto questo tempo non ci sono più nemmeno gli Irriducibili Del Basket, il mitico scudetto campeggia ora accanto alla sigla ABF, e sulle decine di magliette e berrettini che ho a casa.
Ma quell’”uomo”…quell’”uomo” è ricomparso, oramai il “Fiat 238” non lo usa più, la sua famiglia voleva godersi qualche serata senza di lui in casa che monopolizza “pallosamente” la TV perché si guarda tutte le partite di basket che danno su qualsiasi canale (si parla addirittura di una amichevole su Tele Basilicata tra Acquapozzillo A e Acquapozzillo B!).
Ha preso in mano Forlimpopoli, e non era una cosa facile, e con molta sensibilità non ha ritirato fuori cose del passato, che probabilmente oggi non avrebbero sortito alcun effetto. Intelligentemente, forse sta ottenendo le stesse cose con altri metodi, ora attorno a se ha dei ragazzi che “possono” e sicuramente “vogliono” anche. Lui sta lavorando, e un po’ alla volta ha ottenuto grande credibilità in tutti quelli che hanno compreso quello che c’era da comprendere. A Cervia sotto di sedici, ha continuato a predicare tranquillità ha dato un chiaro segno di massima fiducia a tutti i suoi ragazzi, non si sta piangendo addosso per le sfighe che attanagliano la squadra, lui crede in questo gruppo, nessuno e nulla gli farebbero cambiare idea. Ha rinvigorito lo “spirito” ABF e la voglia di successo che tutti buttano in campo. Vedi il “piccolo” Salvigni entrare in campo nel derby e a Cervia e fare cose che mai ti aspetteresti da un virgulto che ha la patente ancora “incelofanata”, vedi Richy Pizzinati  che da indiziato di eventuali “rotazioni” diventa un preciso e importante punto di riferimento per tutti i compagni. Vedi un Risso che dopo un inizio difficile ora in campo mostra autorità, determinazione e “palle roventi” come il suo collega di ruolo Francy Russo. Che dire di “mamma mia” Patrick già con la mente alla “pensione” che poi va in campo e ogni volta, non si sa come, snocciola incredibili prestazioni. I “senatori” di questa squadra; Spagna, Teo e Vanda, umili, instancabili e assetati di vittorie come ragazzini alle prime armi nelle giovanili. Vedi il “Fodo” che nonostante un “fifa” al limite del collasso è sempre pronto ad entrare e combinare qualche cosa, giusta o sbagliata che sia va bene, perché comunque ce la mette sempre tutta. E infine un plauso a “Gardo” Gardelli, il giovanissimo di Forlimpopoli, sta dimostrando tanto attaccamento a questa squadra, sa di avere per adesso poche opportunità da sfruttare, ma davanti alle sue aspirazioni ha messo l’umiltà di chi è cosciente dei propri mezzi e lo spirito di appartenenza, cosa che altri hanno colpevolmente dimenticato…Bravo “Gardo” questo ti fa onore! C’è Claudio Domeniconi il nostro Vice e preparatore, che con molta cautela si è inserito magnificamente in questa squadra, sta lavorando con impegno e serietà, e i risultati si vedono.
E infine rimane l’”uomo”; anche in territorio “estero” è riuscito a confezionare un sapiente miscuglio di tecnica, motivazione, fiducia, spirito di squadra e serietà… Non si sa dove l’uomo voglia arrivare, ma comunque io questo film l’ho già visto, gli attori sono quasi tutti cambiati, tranne uno…i remake cinematografici possono essere peggiori o migliori dei primi, per adesso il film che sto guardando mi piace tanto, vediamo cosa ci riserva il “regista” per il finale!

Il DS

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