Mi corre l’obbligo, prima di tutto, e soprattutto perché nessuno dei miei ragazzi (rimangono tali ci mancherebbe) ne ha sentito la necessità, di scusarmi con tutti i tifosi. Mi scuso per le figure veramente barbine che stiamo facendo sul campo. In questi anni non mi era mai capitato ma, domenica sera, ho visto gente andarsene scuotendo la testa prima che finisse il terzo quarto e, a dirla tutta, li ringrazio per aver sopportato anche troppo. Gli stessi ultras che non hanno mai smesso di incitare e urlare alla fine hanno insaccato i loro tamburi decidendo che tutto sarebbe stato meglio anziché restare li a perdere tempo. Chiedo scusa a tutti. Alla fine della gara ho abbracciato Ettore Negrini, Presidente del Massalombarda, e il suo coach Bettazzi complimentandomi con loro per la bella gara e per la lezione di basket ma, soprattutto, di “maroni” che ci avevano dato. Mi è bruciato, accidenti se mi è bruciato, Con Ettore sono amico da anni ma sentirmi dire “Coraggio, forza, non mollare” da uno che negli ultimi anni era il più sportivamente “odiato” a Forlimpopoli mi ha tolto quasi il fiato. Ma ha ragione lui. Prendiamo lezione da chi con umiltà ha capito i propri limiti e li ha superati. Possibile che nessuno dei 10 in campo avesse nello stomaco questo sentimento? Possibile che a nessuno dei 10 in campo sia rimasto un briciolo di orgoglio? Non ci credo. In queste settimane la Società è stata silenziosa ha cercato di non creare ulteriore pressione (anche se viste le gomme sgonfie di tutti forse qualche “atmosfera” sarebbe forse servita), ma questo è il risultato. Qualcuno dice che quando si tocca il fondo due sono le vie d’uscita: iniziare a risalire oppure iniziare a scavare. E’ ora di scegliere. Noi, come società, lo abbiamo fatto. Aspetto sul campo la risposta dei ragazzi. In passato ne abbiamo passate delle peggio e quindi lungi da noi il tetro pensiero della resa, ma certamente la mia paura è quella che qualcuno si sieda. Sia chiara una cosa: provvederò personalmente, nel caso, a fargli capire che il blasone e la storia della maglia che porta è più importante del nome di chiunque. Noi non molliamo. E’ nostro costume mantenere sempre gli impegni e ora mi aspetto che tutti lo facciano. Come dico spesso anche sul lavoro ribadisco che non è obbligatorio giocare a Forlimpopoli. Nel caso che qualcuno non lo capisca l’uscita la si conosce bene. Guardo la classifica e provo a capire. Purtroppo non c’è niente da capire siamo una squadra mediocre, Quello che fa male è che la mediocrità è nella nostra testa; e non nelle nostre gambe. E’ inutile chiedersi cosa non va. Non ci siamo nella mentalità. Voglio subito mettere in chiaro una cosa: Mario Santarelli non si tocca punto. Abbiamo deciso di capire chi è degno di questa maglia e soprattutto di capire chi non lo sia. Si deciderà. Stiamo muovendo quello che possiamo per apporre quei correttivi che saranno necessari. Lo faremo, nel limite del possibile lo faremo. Noi non abbiamo alcuna intenzione di mollare, mi chiedo se i miei giocatori la pensino alla stessa maniera. A giudicare dalle ultime prove ho l’impressione che molti abbiano buttato giù la pasta. Conosco questi ragazzi da anni. Alcuni di loro sono cresciuti da noi altri sono arrivati perché credevamo in loro. Io continuo a credere che questa squadra sia potenzialmente a livello dello scorso anno in un girone che non è certamente cresciuto come livello. Sbaglio? Vaneggio? Forse, o forse no ma non credo che cambi la quadra della questione. Fuori i maroni, se si hanno, altrimenti a casa. Alè!